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venerdì 27 novembre 2009

Marrachech



Vi chiederete, che cosa cosa significa???
Che la prossima settimana mi faccio un po di meritata vacanza!!!!!

Per coloro che mi seguono nel portafoglio, ho lasciato tutto indicato come al solito.
Per coloro che leggono il blog.....la mia idea di oggi con i dati attuali.
Come previsto, il mercato ha fatto un rimbalzo da manuale, con pochi volumi sul long, anche se le ricoperture hanno determinato una media generale buona di volumi. In America hanno fatto salire i mercati sfruttando la festività, ma....io ho idea che la pacchia sia finita, non per quello che è successo a Dubai, ma pechè si aggiunge ad altre mille tensioni mille problemi.
Come sapete io sono poco prolisso, a mio modo di vedere abbiamo toccato i massimi di periodo e se mentre prima, ogni discesa doveva essere interpretata come un segnale di acqusito long, ora è l'opposto.
Questa è la tendenza prossima a mio giudzio, poi il mercato sceglierà le sfacettature che più predilige.
Come sempre questo è il mio pensiero e come io investo i miei soldi ai posteri l'ardua sentenza

Buon trading a tutti


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Dott Fabio Troglia
fabio.troglia@gmail.com
www.lamiaeconomia.blogspot.com

Flash sui mercati

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Attenzione i mercati oggi probabilmente proveranno un rimbalzo, io penso che il ns listino potrebbe arrivare anche a guadagnare 1,5%, io ne approfitto per riappesantire le poszioni ribassiste.

Dott Fabio Troglia
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Golmans Sachs perchè Evans vende??


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Michael Evans, numero uno di Goldman Sachs in Asia, ha venduto azioni della banca per 12 milioni di dollari nel corso di questa settimana. Il suo omologo europeo, Michael Sherwood, ha intascato dalla cessione dei titoli ancora di più: 27 milioni. E in molti - riferisce il Financial Times - si sono interrogati su queste operazioni: in particolare sulla loro entità, che lascia intendere quali siano stati i reali compensi percepiti dai due vice-presidenti, nonostante la crisi finanziaria e i salvataggi finanziati con denaro pubblico. Proprio Goldman è uno dei colossi maggiormente nell’occhio del ciclone: quest’anno ha accantonato ben 17 miliardi di dollari per pagare i premi dovuti ai propri dipendenti in ragione delle performance aziendali.

Tornando alle maxi vendite di partecipazioni azionarie, va detto che i dirigenti del loro calibro hanno finestre temporali limitate a disposizione per ordinare questo tipo di operazioni. E dal momento che la banca d’investimenti newyorkese paga buona parte dei suoi bonus sotto forma di azioni, Evans e Sherwood hanno nel tempo accumulato grandi quantitativi di titoli. Lo scorso anno, ad esempio, il dirigente responsabile dell’area asiatica è stato il manager più pagato, con una remunerazione totale pari a 5,3 milioni di dollari (l’amministratore delegato del gruppo si è fermato, ad esempio, a 1,1 milioni nello stesso periodo).

Secondo i dati forniti dalla Securities and Exchange Commission, Evans ha venduto 70 mila titoli, tra lunedì e ieri, ad un prezzo compreso tra 170,98 e 173,47 dollari ciascuna. E si tratta solamente di un undicesimo della sua partecipazione in Goldman, che ora ammonta a 714.953 azioni: un patrimonio da 121 milioni di dollari. La banca americana si è rifiutata di commentare la notizia.


Dott Fabio Troglia
fabio.troglia@gmail.com
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La mia vision sui mercati azionari


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Cari amici,

impariamo a valutare i dati oggettivi. Dico questo perchè se oggi abbiamo una vision sui mercati con una serie di dati a disposizione, domani tutto può cambiare, per la caduta delle torri gemelle, per Dubai, per il nucleare...insomma per mille motivi.

Allora dopo la notizia di Dubai, che noi abbiamo saputo ieri, ma penso che altri grossi la sapessero già come sempre in anticipo,io l'avevo notata su alcuni movimenti di borsa senza saperne la ragione chiaramente, muta un po' lo scenario pratico, perchè quello economico a mio giudzio era già fosco prima.
Nel dettaglio mi riferisco alla paura che ciò innesca, alle partecipazioni che questi signori dovranno vendere per far cassa e altre mille implicazioni collaterali.
Quindi se prima a mio giudzio eravamo in una fase di distribuzione oggi potremmo esserne usciti con una fase di nuova negatività. Questo nuovo elemento, unito ai problemi delle banche cinesi e solo la goccia che può far traboccare il vaso, c'è una buona probabilità a mio modesto avviso.
Dal punto di vista tecnico lo spiego per i meno pratici che mi dico, e be però stamattina ci sono dei begli acquisti, si riferiscono semplicemente agli acquisti dovuti alla chiusura delle poszioni short.

Mi spiego per chi non operasse short, quando opero in questa modalità, vendo una cosa che non possiedo, quando voglio chiudere la poszione per trarne profitto devo ricomprare ad un prezzo più basso, il differenziale rappresenta il gain.

Quindi come comportarci?? Io vi dico quello che faccio io, che può essere opinabile, chiaramente evito di fare posizioni long e ho acquistato posizioni short a leva sull'indice italiano ormai già protette dallo stop perchè in Gain e aspetto sulla riva del fiume gli eventi. Tale posizioni le incrementerò solo se il mercato scenderà ancora altrimenti venderò quelle in essere.
Ricordatevi che in borsa non ci sono sentimenti ma solo profitto e numeri.


Dott Fabio Troglia
fabio.troglia@gmail.com
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La Cina pensa ad un nuovo sistema finanziario


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La Cina sta nascostamente introducendo un nuovo sistema finanziario basato sul renminbi (Yuan) che sta per diventare pienamente convertibile, secondo una fonte cinese di alto livello. Inoltre la Cina sta acquistando mille tonnellate di oro per sostenere un nuovo fondo progettato per sviluppare e commerciare tecnologie sin qui proibite. Il fondo avrà base fuori dalla Cina e sarà controllato da eminenti membri della comunità cinese di oltremare. L'aquisto di oro richiederà del tempo a causa della logistica del trasporto, e i cinesi sperano di poterlo testare appieno. Sia il governo cinese che l'MI6 confermano ormai i rapporti che indicano che gran parte dell'oro venduto dal Federal Reserve Board negli ultimi dieci anni è, di fatto, tungsteno placcato in oro.

D'altra parte il renminbi è ormai convertibile con le valute sudamericane, col rublo, con le valute mediorientali, lo Yen, le valute del sudest asiatico e le valute africane. “Introdurremo lentamente il nostro nuovo sistema finanziario in parallelo col vecchio e speriamo che la gente migri costantemente verso di esso”, ha affermato il funzionario cinese.

Nel frattempo l'ultimo incontro del G20 è finito in acrimonia e caos. La leadership occidentale è totalmente in rotta e rimarrà in tale stato sino a che la bancarotta del Federal Reserve Board non diventerà evidente anche a quella parte di opinione pubblica occidentale che ha subito un lavaggio del cervello. Ci si aspetta che questo avverrà a Gennaio o Febbraio. Sia l'MI6 che l'esperta fonte del governo cinese prevedono il crollo del dollaro della Federal Reserve per quel periodo.

Si sentono anche diversi rapporti che indicano che molti personaggi del Pentagono o di altre agenzie USA di ogni tipo con cittadinanza sia USA che israeliana sono recentemente fuggiti in Israele. I nodi stanno venendo al pettine.

La Cina propone di sostituire il dollaro USA con il dollaro di Hong Kong

Ad un incontro finanziario top secret previsto per questo weekend, la Cina proporrà di sostituire il dollaro USA con il dollaro di Hong Kong, secondo una fonte anziana del MI6. La proposta è presa in seria considerazione da coloro che appoggiano il nuovo sistema finanziario.

Come abbiamo precedentemente riferito, gran parte dei dollari USA mai creati sono poggiati sull'oro a un tasso di un ventottesimo di grammo per dollaro. I fraudolenti dollari fiat del Federal Reserve Board, emessi dopo il 28 Settembre 2008, non lo sono più. E nemmeno alcuno dei dollari provenienti dai fraudolenti “derivati”. Perciò, per sostituire il dollaro USA col dollaro di Honk Kong, tutto ciò che serve è rinominare i dollari basati sull'oro. Qualunque nuovo dollaro di Honk Kong emesso sarebbe poggiato sul Renminbi, secondo la proposta cinese.

Le note della Federal Reserve crollerano al valore di 0.03 centesimi a Gennaio

Si può ormai dire che tutti i dollari USA connessi al commercio legittimo sono poggiati sull'oro a un tasso di un ventottesimo di grammo per dollaro. Le rimanenti note di debito della Federal Reserve presto crolleranno al valore di 0.03 centesimi, secondo fonti finanziarie di alto livello. Ciò significa che tutti i legittimi uomini di affari e lavoratori pagati in dollari USA non hanno nulla di cui preoccuparsi. Invece, gli artisti della truffa che vendono “derivati” finanziari, resteranno con lo 0.03% di quanto pensavano di possedere.

E' sconcertante vedere quante persone intelligenti e “ben informate”, ancora non hanno idea di ciò che sta accadendo. Se si collegano i punti nella propaganda dei media ufficiali, dovreste poter vedere voi stessi senza dover andare sui cosiddetti siti “cospirazionisti”. Tra i paesi che hanno affermato pubblicamente che non useranno più i dollari per commerciare tra di loro, si trovano: Cina, Russia, Giappone, Sud America, Lega Araba, Turchia, Iran etc.

Titolo originale: "China quietly introduces new financial system"





Dott Fabio Troglia
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giovedì 26 novembre 2009

Dubai fa tremare le piazze mondiali


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Vi riporto questo articolo del sole esaustivo dire...

La bolla immobiliare evapora anche al sole del deserto. Che ora rischia di tramontare sulle immense ricchezze degli emiri. L'effetto domino sul valore del mattone, originato dai subprime americani, ora manda in crisi il governo del Dubai e il sontuoso portafoglio di proprietà nel real estate.

Dubai World - potente holding pubblica che controlla anche colossi della logistica e dell'energia, in buona sostanza il cuore finanziario dell'emirato, zavorrata da 59 miliardi di dollari di passività (il 70% dell'intero debito statale) - ha chiesto ai creditori una moratoria di sei mesi sul debito e sta cercando di rinegoziare le sue posizioni, compreso un bond islamico da 3,52 miliardi della controllata Nakheel, in scadenza il 14 dicembre.

Dopo il giudizio di Standard & Poor's, secondo cui una ristrutturazione di tale portata equivale a un default, sono letteralmente schizzati (più 130 punti base a quota 571, secondo Cma Datavision) i credit default swap sul debito sovrano a cinque anni, sintomo che cresce il rischio di insolvenza. In salita anche i Cds a cinque anni del vicino Bahrein. Sui mercati finanziari è scattato l'allarme sulla base dei timori per il coinvolgimento di grandi banche proprio sulla base di una esposizione al debito dell'emirato.

In netto aumento anche i premi sulle insolvenze delle banche che hanno una maggiore esposizione verso Dubai. I Cds sul colosso britannico Hsbc è salito a 57 punti (+3), quello di Standard Chartered a 74 punti (+9), Barclays a 87 punti (+5). Secondo quanto riportato dal Financial Times l'esposizione in investimenti proprio Hsbc è tra le banche straniere più esposte a Dubai (17 miliardi di dollari), seguono Standard Chartered (7,8 miliardi), Barclays (3,6 miliardi), Royal Banck of Scotland (2,2 miliardi), Citi (1,9 miliardi), Bnp Paribas (1,7 miliardi), Lloyds (1,6 miliardi)

La notizia che fa tremare gli investitori è arrivata mercoledì sera attraverso una nota ufficiale del gruppo, senza che vi fossero commenti, né del presidente Ahmed bin Sulayem né dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, presidente della compagnia aerea Emirates, celebre oltre che per la sua ricchezza anche per i suoi 17 figli e per avere manifestato di recente interesse per l'acquisto di grandi club di calcio (nell'ordine: Liverpool, Roma e, secondo indiscrezioni di stampa, Milan) oltre al già sponsorizzato Arsenal.

Dubai World attraverso Nakheel Properties è il gruppo che sta costruendo la famosa isola artificiale delle tre palme e che con il fondo Limitless, lo scorso anno, è stata vicina ad acquistare da Risanamento l'ex area Falck di Sesto San Giovanni. Il governo dell'emirato sta pagando un prezzo altissimo alla crisi e in particolare a quella del settore immobiliare: aveva già annunciato in passato di avere un debito di 80 miliardi di dollari, di cui 70 miliardi originato dalle aziende pubbliche, in buona parte attive nel settore immobiliare.

Negli ultimi anni, infatti, Dubai essendo un'area quasi priva di petrolio aveva cercato di differenziare i suoi ricavi con il real estate, ma adesso rischia di esserne travolto dopo che i prezzi delle case sono scesi del 47% rispetto allo scorso anno. «Il Dubai financial support fund inizierà a valutare il perimetro della ristrutturazione è necessaria - spiega in una nota il dipartimento finanziario del Dubai - Come primo passo Dubai World intende chiedere a tutti i creditori di Dubai World e Nakheel una moratoria sul debito almeno fino al 30 maggio».

Per tamponare la falla, il governo del Dubai ha annunciato a inizio anno un vasto programma di emissioni obbligazionarie da 20 miliardi, di cui 10 miliardi già effettuate a febbraio. All'interno di questo piano, oggi, l'esecutivo ha annunciato un'emissione da 5 miliardi di dollari che servirà a rimborsare anche i 3,52 miliardi di debiti di Dubai World in scadenza a metà dicembre. L'obbligazione sarà sottoscritta da due banche pubbliche, la National Bank of Abu Dhabi e l'Al Hilal Bank. Inoltre, il dipartimento delle finanze ha nominato Deloitte come advisor per ristrutturare il debito.


Dott Fabio Troglia
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La borsa mi preoccupa


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Cari amici,

le borse mi preoccupano, non tanto per la loro discesa, ma per l'incongruenza che si sta manifestando con il cambio e per la continua salita dell'oro.
Partendo dal presupposto secondo me molto valido, secondo cui, i prezzi incorporano tutto...
Quindi ora le alternative sono due, o si tratta solo di un fatto momentaneo e quindi cambi e borse si riallineeranno nella loro direzionalità oppure.. devo ammettere che non so..... perchè potremmo trovarci difronte alla decisione di far crollare in maniera importante il dollaro, con tutte le conseguenze che ci potrebbero essere a livello mondiale.
Penso che il ns focus ora debba essere incentrato su questo punto, che sarà l'elemento dominante per i prossimi mesi.
Stiamo all'occhio e come sempre se qualcuno a qualche in teoria o conoscenza che vuole condividere...


Dott Fabio Troglia
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Banche cinesi in difficoltà


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Dopo la crisi senza precedenti che ne ha eroso il capitale, le cinque principali banche cinesi hanno presentato alle autorita' di regolamentazione dei piani per raccogliere denaro e aumentare le proprie basi patrimoniali. Lo scrive Bloomberg citando fonti vicine agli istituti. La Industrial & Commercial Bank of China, China Construction Bank, Bank of China, Agricultural Bank of China e Bank of Communications hanno illustrato alla China Banking Regulatory Commission, la commissione di controllo sul settore bancario, gli interventi attraverso i quali possono innalzare i propri ratios patrimoniali. I programmi per gli aumenti di capitale sottoposti all'autorita' dalle banche in questione sono comunque informali e soggetti ad essere modificati.

Dott Fabio Troglia
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Manuale d'uso delle borse

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Cari amici,

Mi faceva notare un lettore del blog che sono stati superati alcuni livelli importanti, dal cambio e da altri che sicuramente conoscete meglio di me, ma....io che osservo di più i movimenti dei singoli listini, penso che siano finti o servano a mascherare qualcosa.
Questi è uno dei tanti casi, in cui vengono superati dei livelli, ma osservando la realtà con un po di esperienza ci si rende conto che c'è qualcosa di strano, chiamatelo intuito, esperienza ma.....
Nel dettaglio io vedo un ns listino italiano assolutamente negativo, mentre quello americano e quelli europei positivi, ma è vero che il ns per sua natura strutturale è un mercato anticpatore e quindi avrà ragione la borsa italiana???
Io personalmente penso che i mercati abbiano finito la loro salita e dopo una fase di consolidamento o se preferite di ditribuzione o di redistribuzione, insomma le mani forti stanno uscendo e poi arrivederci.
Quindi ho sospeso da un po tutte le poszioni long nuove, mi tengo le mie storiche da dividendo e le proteggo con lo short e aspetto momenti più certi.
Questo può essere sbagliato, ma è il Fabio pensiero.


Dott Fabio Troglia
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mercoledì 25 novembre 2009

Ice,retroscena del petrolio...

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Il primo a parlare dei 200 $/bar fu il presidente dell'Opec, l'algerino Khelil: più che una previsione, sembra un augurio, essendo questo era un osservatore più che interessato.
Ma in luglio, dopo aver sfiorato i 150 dollari il petrolio ha iniziato a scendere fino ai 61 $/bar di questi giorni, un crollo del 59%, che si spiega soltanto guardando la situazione in ottica speculativa. Ma come è possibile che la speculazione abbia inciso in maniera così rilevante?

La risposta sta in un evidente conflitto di interessi, un market abuse. Dobbiamo infatti sapere che Goldman Sach gestisce il GSCI, ossia l’indice dei prezzi delle materie prime più utilizzato al mondo, dove il petrolio ha un "peso" spropositato, e ha anche contribuito a far nascere il London ICE Futures Exchange.
L’ICE, dal gennaio 2006, è stato esentato dall’amministrazione Bush dal rispeto delle già lievissime regole vigenti in USA. L’organo di controllo sui futures americani, la Commodities Futures Trading Commission, non ha, infatti, alcun accesso ai dati degli scambi dell’ICE di Londra, nonostante 2 inchieste del Congresso USA avessero appurato che l'ICE di Londra ed i suoi contratti sui futures fossero la causa degli improvvisi rincari del greggio. Il rapporto del senato statunitense, già nel 2006 avevo scritto: «Ci sono là pochi gestori di fondi che sono maestri nello sfruttare le teorie sul picco petrolifero e facendo audaci previsioni di straordinari rincari imminenti, essi gettano benzina sul fuoco rialzista in una sorta di profezie auto-avverantisi».

Goldman Sach si è quindi data i mezzi per manipolare al rialzo i prezzi del petrolio, e lo sta facendo con grande zelo. Ma cosa succede di preciso nelle stanze del London ICE Futures Exchange?
Al suo interno ogni giorno vengono scambiati 1 miliardo di barili rispetto ai circa 200 milioni in circolazione. Barili di carta? Ebbene sì. Infatti, manipolare i rincari attraverso i futures è facilissimo, perchè all’ ICE si può comprare sulla carta una partita di petrolio ad una data stabilita, versando in anticipo solo il 6% del prezzo. Con un margine così lieve, gli speculatori hanno in mano una leva moltiplicatrice da 16 ad 1. Rischiando mille dollari, generano una domanda di 16 mila dollari di petrolio. E ovvio poi che, se invece di chiamarci Mr Rossi, ci chiamiamo Goldman Sach non "rischiamo" 1000 $ ma cifre più importanti, generando in questo modo un'abbondante domanda fittizzia.


Dott Fabio Troglia
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Cina,primo mercato auto al mondo

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La Cina “è divenuto il primo mercato al mondo per l’industria dell’automobile. Le esportazioni sono ancora in un trend negativo, data la crisi finanziaria, ma il mercato interno è florido e diventa sempre più dinamico”. A dirlo è l’Associazione cinese dei produttori di autovetture, secondo cui “le vendite interne del settore arriveranno quest’anno a 13 milioni: un sostanzioso aumento rispetto alle 9,38 milioni di unità acquistate lo scorso anno. I dati parlano chiaro: abbiamo superato gli Stati Uniti”.

Soh Weiming, vice presidente esecutivo del settore vendite e marketing della branca cinese di Volkswagen, conferma: “Il mercato interno rimane robusto, nonostante i colpi all’economia internazionale”. D’altra parte, il governo centrale ha varato all’inizio del 2009 una serie di misure a sostegno dell’industria dell’automobile, per cercare di migliorare proprio le vendite interne. Kevin Wale, presidente di General Motors China, loda la decisione di Pechino che “ha fatto aumentare le vendite del 50%”.

Le politiche di stimolo all’acquisto includono il taglio delle tasse per le vetture con una capacità di spinta del motore pari a 1,6 litri – o minore – e l’erogazione di un sussidio una tantum di 5mila yuan destinato alla popolazione rurale che intende acquistare una piccola macchina. I dirigenti del settore confermano che “faranno di tutto” per convincere Pechino a mantenere in vigore il pacchetto di stimoli anche per il prossimo anno.

Masahiro Kato, presidente del settore cinese della nipponica Toyota, sottolinea che oramai “la Cina è il primo mercato mondiale, per quanto ci riguarda. Secondo le stime, le nostre vendite di quest’anno arriveranno a 700mila unità, un aumento di 100mila rispetto allo scorso anno. Ora puntiamo a inserire fra le vendite anche i nostri modelli ibridi: Prius e Camry”. Lo scopo è quello di arrivare ad almeno 800mila vendite nel corso del 2010.

Tuttavia, gli esperti del settore temono per il nuovo anno una flessione del settore. Secondo General Motors China, è plausibile che le vendite rallentino del 10/15% dati gli eccezionali numeri di vendita del 2009. Yale Zhang, direttore della Greater China Veicles, conferma: “L’impatto degli stimoli varati dal governo centrale a favore del settore automobilistico è destinato a decelerare. Il massimo è già stato raggiunto”.

Dott Fabio Troglia
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Teoria di Dow


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Cari amici,

in questo momento analizzare teorie dei ns predecessori, soprattutto se nel tempo si sono dimostrate corrette. In che fase siamo secondo voi??


a) accumulazione: quando la maggioranza degli investitori è ancora convinta di essere in un mercato al ribasso, le cosiddette “mani forti” (gli investitori professionali e gli insider) iniziano ad acquistare a prezzi decisamente convenienti, nella consapevolezza che la fase ribassista risulta ormai in esaurimento. Gli acquisti, essendo molto consistenti in termini di controvalore, vengono fatti gradualmente, in modo da non muovere il listino al fine di non destare attenzione. Si forma così una serie di movimenti laterali, detti anche base o bottom;

b) convinzione: in questa seconda fase si diffonde in nell’ambiente finanziario la convinzione che un nuovo mercato toro (rialzista) abbia avuto inizio; le quotazioni salgono e comincia a serpeggiare l’ottimismo;

c) speculazione: è l’ultima fase del rialzo. L’ottimismo è ormai alle stelle e si assiste ad una rapidissima crescita delle quotazioni. Entrano sul mercato anche le cosiddette “mani deboli”, tipicamente i piccoli risparmiatori, i quali immancabilmente decidono di comprare quando i prezzi sono vicini ai loro massimi, incoraggiati anche dall’enfasi che i mezzi di comunicazione mettono nel descrivere il boom borsistico in corso;

d) distribuzione: gli operatori dominanti nel mercato comprendono che il mercato toro è giunto ormai alla fine e cominciano ad alleggerire le proprie posizioni lunghe. Questa fase avviene non istantaneamente, ma nell’arco di un certo periodo, in modo da dare la possibilità alle mani forti di uscire dal mercato. La fase espansiva risulta, di conseguenza, indebolita e si crea un movimento laterale simile a quello formatosi precedentemente ai minimi di mercato, detto tetto o top;

e) panico: si manifesta all’improvviso un brusco declino dei prezzi. Dal momento che tutti si accorgono che il mercato non ha più nulla da dare gli operatori vendono al meglio (cioè al prezzo al quale il mercato risulta disposto in quel momento a compare) per salvarsi dal ribasso generale;

f) frustrazione: questa è l’ultima fase del mercato orso, in cui gli ultimi rimasti con i titoli in mano li vendono ai prezzi minimi assoluti. Normalmente si tratta proprio di quei piccoli risparmiatori che avevano acquistato sui massimi, durante la fase di speculazione. L’indebolimento di quest’ultima fase di flessione coincide con un nuovo processo di accumulazione



Dott Fabio Troglia
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martedì 24 novembre 2009

Underwater


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Almost 25% of homeowners, or 10.7 million borrowers, were "underwater" on their mortgages during the third quarter, according to First American CoreLogic. Another 2.3 million are near that drowning point, where you owe more on your loan than your home is worth.

Questo fenomeno tutto americano, indica che i prezzi su cui pagano il mutuo della loro attuale abitazione è inferiore al valore di mercato. Siccome questo fenomeno per lo meno, all'inizio era solo un fenomeno che si verificava per i cattivi pagatori che quindi avevano smodatamente gonfiato il valore del loro immobile perchè avevano bisogno di dollari, oggi tale fenomeno si estende anche a mutui fatti a prezzi più dignitosi, ma pur sempre sopravalutati.
Morale, c'è nella realtà, la paura di un nuovo grosso fenomeno per cui gli americani decidano di perdere l'immobile piuttosto che pagare a fatica, una casa che magari oggi ne vale la metà domani magari 1/4.
Questo fenomeno determina grossi problemi per le banche che hanno tanti immobili sul groppone, che sono diffcili da vendere, ma prorpio per venderne uno, devono abbassare il prezzo e danneggiando il loro resto del portafoglio immobiliare.
Una spirale mortale.


Dott Fabio Troglia
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La Fiat e la mafia analogie???


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Cari amici,

in questi giorni ho letto delle affermazioni che per decenza non ho commentato, di Montezemolo che afferma che il piano industriale non è una cosa di cui si deve occupare la Fiat, ma il governo???
Non mi risulta che lo stato sia socio in Fiat, anzi è meglio e un finanziatore e non becca neanche i soldi degli utili.

Vi riporto questa affermazione:

Gli incentivi per l'acquisto delle auto devono essere prorogati solo nel caso in cui "vengano mantenute tutte le produzioni" Fiat, compresa Termini Imerese che è "un polo industriale produttivo di cui la Sicilia e il Mezzogiorno non possono fare a meno". Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni avverte Governo e Fiat e invita a "trovare una soluzione a questo problema spinoso".

Ma a che cosa serve prolungare l'agonia??? Perchè non si pensa in maniera più furba e non si stanziano degli incentivi per la produzione della macchina elettrica per esempio?? Questo sarebbe un'incentivo per la crescita, non la solita rendita per evitare che l'azienda fallisca.
Mi spiace dirlo ma l'atteggiamento della Fiat è mafioso e subdolo o tu midai gli incentivi o io chiudo, a voi non sembra??

Dott Fabio Troglia
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Cina,mi preoccupa


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Cari amici,

molto spesso sento decantare la Cina, come la panacea di tutti i mali, la macchina economica invincibile ecc.... Nella realtà io comincio ad essere preoccupato, e come già esposto in altri post per gli aspetti sociali di questa nazione. Forse solo a me e a pochi altri è balzato agli occhi che l'economia cinese è in grossa difficoltà che sta producendo per un futuro diverso da quello che invece sarà. Questo sistema non fa altro che provare ad allontanare il problema, dando la possibilità di arrichirsi ancora un po' agli ultimi capitalisti, ma non è sostenibile.
La cosa grave, soprattutto rispetto all'europa e che, primo noi siamo abituati a crescite basse, ed in caso di crisi ci sono gli armotizzatori sociali che fanno un po' da cuscino, i cinesi sono invece soli, perchè vivono in uno stato che li spreme, ma non li supporta.
Oggi lo stato supporta le aziende e i cittadini a consumare, ma se domani questi stessi soggetti non avranno più un lavoro come faranno???
Se la popolazione cinese e sono tanti comicnia a d vere più fame di quella che ha già cosa potrebbe succedere??
Quindi ora lo stato maschera la situazione, l'informazione, ma non lo potrà fare per sempre e se non cambia qualcosa in maniera seria a livello economico.....io non investirei in Cina e metto in testa alle mie preferenze di inevstimento extra Europea, il Brasile.


Dott Fabio Troglia
fabio.troglia@gmail.com
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